Filosofia

La filosofia di Chimet è volta all’ottimizzazione dei processi lavorativi, ottenendo la massima resa, qualitativa e quantitativa, nel rispetto della salvaguardia ambientale.

MISSION E VISION

La missione di Chimet è chiara e precisa: recuperare e affinare metalli preziosi dagli scarti delle lavorazioni industriali, in modo da agevolarne il riciclo nella produzione di catalizzatori, film spesso e prodotti chimici. Al contempo, l’azienda si impegna a smaltire con la massima attenzione, nel rispetto della vigente normativa, gli scarti che derivano dai processi di recupero.

Il processo di estrazione può durare dai tre giorni fino a qualche settimana e permette a Chimet di recuperare e affinare tonnellate di metalli preziosi (oro, argento, palladio, platino, rodio, rutenio e iridio), dagli scarti delle industrie elettroniche, fotografiche, galvaniche, farmaceutiche, chimiche, petrolchimiche, nonché orafe.

PRESENTE E FUTURO

Disperdere materiale di scarto nell’ambiente non è solo incivile, ma anche antiproduttivo, e Chimet lo sa bene, tant’è che ha investito in ricerca e sviluppo fino ad ottenere numerose certificazioni.

Il guadagno non è solo economico, va considerato soprattutto il risparmio ambientale delle materie prime, dell’energia e del territorio.

Oggi Chimet è un’azienda di affidabilità internazionale e la sua fama continua a crescere soprattutto nelle divisioni catalizzatori, film spesso e prodotti chimici.

La ricerca, gli investimenti e il continuo sviluppo saranno alla base della futura filosofia Chimet, già pronta ad affrontare le sfide che l’industria le riserverà.

 

Banner Scarica la politica aziendale

Le emissioni

Gli impianti di trattamento delle emissioni in atmosfera, utilizzati presso il sito Chimet S.p.A. di Badia al Pino, rispettano le Migliori Tecniche Disponibili (Best Available Techniques) definite dall’Unione Europea per i diversi settori di attività industriale. 

Il monitoraggio in continuo delle emissioni è effettuato secondo un protocollo concordato con ARPAT che è parte integrante dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). I dati sono resi disponibili al pubblico e trasmessi ad ARPAT con frequenza quindicinale.

dettagli

 

Chi lo ha detto?

"... Penso che l'arte contemporanea dovrebbe tenere presente l'aspetto ecologico. Il nostro pianeta ha bisogno di persone rispettose dell'ambiente, che consegnino alle nuove generazioni un mondo meno inquinato possibile...."
"...Ritengo che un artista che usa il silicone inquina, e pertanto non fa un buon servizio all'umanità, anche se le sue opere hanno successo e sono esposte nei più grandi musei del mondo. L'artista di oggi non può non avere un'anima ecologica..." Ivano Vitali, artista

Lo sapevi?