Recupero e Affinazioni

Chimet è specializzata nel recupero e affinazione di metalli preziosi da materiali industriali di scarto.

Il processo di recupero e affinazione dei metalli preziosi si caratterizza per:

  • Qualità: Grazie ad un apparato industriale all'avanguardia  e all’assoluta scrupolosità delle fasi di recupero e affinazione, Chimet è in grado di recuperare e affinare oro, platino, palladio, rodio ed altri metalli preziosi da ceneri e rottami/verghe di oreficeria, spazzature orafe, soluzioni, scorie, crogioli, catalizzatori esausti dell’industria chimica, petrolchimica e farmaceutica, marmitte catalitiche, scarti elettronici, scarti dentali, fanghi.
  • Massima collaborazione: Chimet garantisce al cliente l'assoluta trasparenza e la possibilità di compiere tutte le verifiche durante le fasi di campionamento del materiale.
  • Rispetto dei tempi: Chimet si impegna a consegnare il metallo prezioso come prodotto finito, dopo poche settimane di lavorazione e comunque entro i tempi stabiliti con il cliente.

La purezza del metallo prezioso Chimet è quasi assoluta: 99,99%. Oro, argento, platino, palladio  e tutti gli altri metalli preziosi ottengono la certificazione London Good Delivery riconosciuta in tutto il mondo.

 

ciclo chimet  recupero affinazioni

 

Le emissioni

Gli impianti di trattamento delle emissioni in atmosfera, utilizzati presso il sito Chimet S.p.A. di Badia al Pino, rispettano le Migliori Tecniche Disponibili (Best Available Techniques) definite dall’Unione Europea per i diversi settori di attività industriale. 

Il monitoraggio in continuo delle emissioni è effettuato secondo un protocollo concordato con ARPAT che è parte integrante dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale). I dati sono resi disponibili al pubblico e trasmessi ad ARPAT con frequenza quindicinale.

dettagli

 

Chi lo ha detto?

"..nel 2005 è proprio il riscaldamento domestico a legna che risulta, in assoluto, la maggiore fonte di diossine.."
Federico Valerio, Direttore del Laboratorio di Chimica Ambientale dell’Istituto dei Tumori di Genova

Lo sapevi?